diff --git a/.gitea/workflows/quality-gates.yml b/.gitea/workflows/quality-gates.yml index 1b16f25..42c71b0 100644 --- a/.gitea/workflows/quality-gates.yml +++ b/.gitea/workflows/quality-gates.yml @@ -54,8 +54,16 @@ jobs: echo "//gitea.pzetatouch.it/api/packages/PZeta_Touch/npm/:_authToken=${{ secrets.NPM_TOKEN }}" >> ~/.npmrc - name: Nessun ruolo dichiarato fuori da node-user-profiling - if: ${{ !inputs.owns-auth-roles }} shell: bash + env: + # La deroga stava nel campo `if:` dello step, e li' non arriva: nel + # workflow_call di act_runner i valori `with:` del chiamante non + # raggiungono il contesto `inputs` in quella posizione, quindi + # `!inputs.owns-auth-roles` restava vero anche con l'input a true e il + # gate falliva proprio in node-user-profiling, l'unico repository + # autorizzato a dichiarare ruoli. Letta come variabile d'ambiente la + # deroga arriva, e la si confronta come stringa. + OWNS_AUTH_ROLES: ${{ inputs.owns-auth-roles }} run: | # `auth.ruoli` appartiene a node-user-profiling e il suo contratto (seed # 13, esteso dalla migrazione 19) vieta agli altri moduli di crearne. @@ -66,6 +74,17 @@ jobs: # Nove microfrontend lo avevano disatteso: 21 ruoli, 27 su 35 senza # omonimo PostgreSQL. Questo controllo esiste perche' non si ripeta. set -uo pipefail + + # Il nome del repository e' la rete di sicurezza della deroga: se + # nemmeno l'env dovesse arrivare, il proprietario dello schema si + # riconosce lo stesso e non resta bloccato dal proprio gate. Le due + # condizioni dicono la stessa cosa, una dichiarata e una constatata. + repo="${GITHUB_REPOSITORY:-}" + if [ "${OWNS_AUTH_ROLES:-}" = "true" ] || [ "${repo##*/}" = "node-user-profiling" ]; then + echo "Repository proprietario di auth.ruoli: controllo non applicabile." + exit 0 + fi + dirs="" for d in migrations seeds sql database/migrations; do [ -d "$d" ] && dirs="$dirs $d"